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Film d’animazione “Il Libro della Giungla”

È stato già definito il film dell’anno, un concentrato di poesia dove tutto è possibile,
nel quale un cucciolo d’uomo può fronteggiare seriamente una tigre feroce grazie al
sostegno di un branco di lupi, di una saggia pantera e di un orso mattacchione.

Stiamo parlando ovviamente de “Il libro della giungla”, nuova trasposizione
cinematografica che rielabora splendidamente l’omonimo libro di Rudyard Kipling,
dato alle stampe sul finire dell’Ottocento.

Molto vicino per temi e stilemi al classico d’animazione Disney, il film sta ricevendo critiche positive in tutto il mondo, con incassi che hanno sfiorato i 300 milioni di dollari nella prima se-mana di programmazione, tanto da guadagnare subito il lasciapassare per un sequel che vedremo nel 2018.

il libro della giungla

Di seguito una giungla di curiosità per riscoprire e rivalutare uno dei grandi classici della letteratura e del cinema mondiale Bastan veramente poche briciole?
La felicità costa poco, basta lo stretto indispensabile per vivere conserenità.
Ce lo insegna Baloo in una delle scene più famose de “Il libro della giungla” con una canzoncina che tutti conoscono amemoria.
La felice intuizione musicale della Disney (la ritroviamo anche nell’ultimo $lm di Jon Favreau) ha una storia particolare: Terry Gilkyson, il suo autore, scrisse numerose canzoni che dai produttori del $lm furono scartate non senza malumori.
L’unica a essere accettata, con il successo che tutti noi conosciamo, è proprio “Lo
stretto indispensabile”. Leggenda vuole però che si sia trattato di una versione riciclata: il componimento era destinato a $lm che però non vide mai la luce.
I classici Disney in “carne e ossa” L’operazione commerciale che sta dietro “Il libro della giungla” sta dando i suoi frutti, visti gli incassi record che si stanno registrando in tutto il mondo.
L’idea di rilanciare i classici dell’animazione Disney in versione live-action, con attori veri e propri (e un considerevole uso di computer gra$ca), premia la lungimiranza dei produttori.
Simili risultati sono stati raggiunti da “Alice in Wonderland” e “Cenerentola”. Il blockbuster, quando è di qualità, paga sempre.

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